A ottobre l’inflazione è al 5,4%, secondo l’Istat, l’ufficio statistico nazionale: i prezzi sono più alti del 5,4% rispetto a un anno prima. Sono dati provvisori, e l’Istat scrive che è tornata al livello di agosto 2023.
È il numero che finisce nei titoli. Ma nel carrello della spesa, al supermercato, che cosa è salito davvero?
Per rispondere ho messo in fila sei cose: che cosa misura il 5,4%, che cosa è salito sulla tavola, che cosa non sale, perché salgono i prezzi, se le verdure spiegano l’inflazione e che cosa non si sa ancora.
Che cosa misura il 5,4%?
L’indice generale misura il prezzo di tutto ciò che compriamo: spesa, bollette, benzina, affitti, viaggi, ristoranti. Ogni voce pesa quanto la spendiamo.
Il “carrello della spesa” è solo ciò che si compra al supermercato: cibo, detersivi e prodotti per la casa, sapone e prodotti per la persona. Vale circa un quinto della spesa delle famiglie. Le bollette e la benzina non ci sono.
A ottobre, rispetto a un anno prima, secondo l’Istat:
- Indice generale: +5,4% (a settembre +4,2%).
- Energia (bollette, carburanti, gasolio da riscaldamento): +31,4%.
- Carrello della spesa: +2,5% (a settembre +1,5%).
Dei 5,4 punti di inflazione, circa 3 vengono dall’energia, cioè più della metà. Il conto è nella nota di metodo. Il carrello è salito meno della metà dell’indice generale. Delle bollette ho parlato in “Ma perché noi italiani paghiamo così tanto l’energia?”: qui al centro c’è la spesa.

Che cosa è salito sulla tavola?
Quattro prodotti che si comprano spesso e che salgono più del carrello, rispetto a ottobre 2025 (Istat, banca dati, dati provvisori):
- Ortaggi a frutto: +30,9% (pomodori, peperoni, melanzane, zucchine e simili).
- Insalata e altri ortaggi a foglia: +13,0%.
- Uova: +7,3%.
- Carne fresca: +4,2%.
Le verdure corrono da poco. Gli ortaggi a frutto erano a +16,3% a settembre e sono a +30,9% a ottobre. Le uova sono stabili da inizio anno, tra +7,3% e +8,8%; la carne rallenta, da +6,7% a gennaio a +4,2%.
Un anno fa gli ortaggi a frutto erano scesi del 10,2%: rispetto a due anni fa l’aumento è del 17,5%. Salti così c’erano già stati: a ottobre 2022 erano a +30,1%.
Salgono anche i legumi freschi (+11,7%) e le patate (+7,2%); i legumi secchi quasi non si muovono (+0,6%). I frutti di bosco sono a +29,3%, ma pesano poco, circa un millesimo della spesa.
Il 1° novembre l’ANSA, la principale agenzia di stampa italiana, ha titolato “zucchine +31% a ottobre”, citando Assoutenti, un’associazione di consumatori, che aggiunge: “l’Italia sta tornando velocemente ai valori della crisi del 2022”.
Ho controllato sui dati Istat: quel +31% è l’intera voce degli ortaggi a frutto, pomodori, zucchine, peperoni, melanzane e simili, e non le sole zucchine. A settembre, secondo l’Istat, i pomodori erano a +19,3% e le zucchine a +12,5%; il dettaglio di ottobre uscirà con i dati definitivi.

Che cosa non sale?
Non sale tutto. Rispetto a un anno fa:
- Burro: −14,1%.
- Olio, d’oliva e di semi: −5,9%.
- Caffè: 0,0%. A gennaio saliva del 15,9%: il rincaro si è fermato.
- Pane e prodotti da forno: +1,2%, meno del carrello.
Il carrello, d’autunno, sale per il fresco e non per i prodotti confezionati. Gli alimentari non lavorati, cioè frutta, verdura, carne e pesce freschi, sono a +7,5%. Quelli lavorati, come pasta, latte, formaggi e salumi, sono a −0,2%.
Perché salgono?
La causa non è una sola: l’energia, il caldo e un confronto con un anno dai prezzi bassi sono fatti; la guerra per la spesa e lo sciopero sono tesi delle associazioni.
La guerra in Medio Oriente, per luce e gas. L’Istat scrive che l’accelerazione dell’inflazione risente soprattutto dell’aumento dei beni energetici, da +22,6% a +31,4%, “ancora influenzato dal quadro geopolitico internazionale”. Il legame passa da tre cose:
- Lo stretto di Hormuz: il passaggio marittimo da cui passa circa un quinto del gas liquefatto del mondo, soprattutto dal Qatar, è stato chiuso dal 28 febbraio, scrive l’EIA, l’agenzia statistica per l’energia degli Stati Uniti, il 28 aprile. Il gas liquefatto è gas raffreddato fino a diventare liquido, così può viaggiare in nave.
- Il Qatar: secondo l’ACER, l’agenzia europea dei regolatori dell’energia, lo stretto è rimasto in gran parte bloccato in estate, e in Europa non sono arrivati volumi significativi di gas liquefatto del Qatar.
- Gli stoccaggi: le scorte di gas nei depositi: secondo l’ACER erano al 28% della capacità a fine inverno e si sono riempiti lentamente, fino al 75% il 21 ottobre.
Il gas e l’elettricità del mercato tutelato, il servizio con prezzi regolati, secondo l’Istat, salgono del 56,8% e del 60,2%.
Per la spesa, secondo l’ANSA, Assoutenti lega la guerra ai rincari: “Non c’è settore che non stia risentendo degli effetti della guerra”, dice il presidente Gabriele Melluso. Per le verdure non porta dati su questo legame, e l’Istat non indica cause per i singoli prodotti.
Gasolio e concimi. Agli agricoltori costano molto di più: carburanti +53,3% e concimi +13,4% in un anno, secondo l’Ismea, l’istituto di servizi per il mercato agricolo; il gasolio per i mezzi di trasporto +37,7%, secondo l’Istat (prezzo al consumo). Ma nei prezzi del cibo confezionato non si vedono ancora (−0,2%).
Nella crisi del 2022 i rincari dell’energia erano arrivati ai prezzi del cibo dopo circa 11 mesi. È un solo episodio, e non una previsione. L’Unione nazionale consumatori, un’altra associazione di consumatori, vede un primo segnale nei prodotti lavorati, +0,5% rispetto a settembre. Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea (BCE), ha detto il 22 giugno al Parlamento europeo, parlando dei prezzi del cibo: “probabilmente lo vedremo più nel corso del 2027 che nel corso del 2026”.
Caldo e prezzi bassi un anno fa. Sul caldo ci sono tre voci:
- Coldiretti, che rappresenta gli agricoltori: l’estate ha causato danni per oltre 3 miliardi di euro (prima stima, 11 agosto).
- CIA, un’altra associazione agricola: le rese erano stimate a settembre circa il 15% sotto la media degli ultimi cinque anni.
- CNR, il Consiglio nazionale delle ricerche: è stata l’estate più calda dal 1950.
In più, a ottobre 2025 i vegetali freschi erano calati del 6,4%, secondo l’Istat: il confronto parte da un livello basso. Alla produzione, secondo l’Ismea, pomodori, peperoni e melanzane costano molto più di un anno fa; le zucchine no (0,0%).
Lo sciopero dei camionisti. Dal 16 ottobre, con stop proclamati fino al 20, autotrasportatori e agricoltori del Sud hanno bloccato le strade per il costo dei carburanti, scrive L’Espresso; il mercato di Vittoria, in Sicilia, è rimasto vuoto dal 16, scrive Il Post. L’Unione nazionale consumatori lo lega al rincaro degli agrumi; per le verdure di ottobre l’Istat non lo dice.
E il gas americano? È un fatto che gli Stati Uniti forniscono circa il 30% del gas che l’Unione importa, secondo l’ACER, soprattutto come gas liquefatto, venduto ai prezzi del mercato europeo. Euronews, riportando uno studio dell’IEEFA, un istituto di ricerca sull’economia e la finanza dell’energia, scrive che portarlo costa in genere più del gas da gasdotto, per la liquefazione, il trasporto e la rigassificazione. Per spiegare il rialzo d’autunno, l’ACER indica altro: il gas liquefatto del Qatar quasi assente in Europa in estate, le scorte basse e il caldo, che ha fatto usare più gas per produrre elettricità.
Le verdure spiegano l’inflazione?
No. Quattro dei rincari più forti, ortaggi a frutto, frutti di bosco, ortaggi a foglia e uova, danno insieme circa 0,3 punti dei 5,4. L’energia ne dà più di 3.
La carne fresca sale “solo” del 4,2%, ma dà 0,10 punti dei 5,4, più della metà di 0,17, quello degli ortaggi a frutto, perché se ne compra molta di più. Le verdure fanno notizia; il peso sul bilancio è un’altra cosa.
Che cosa non si sa ancora?
I dati di ottobre sono provvisori. L’Istat pubblica quelli definitivi il 17 novembre, e le cifre possono cambiare di qualche decimale.
Il dettaglio per singolo ortaggio, per ottobre, uscirà solo allora, e dirà anche se il salto delle verdure rientra.
Non resta che vedere, il 17 novembre, che cosa dicono i dati definitivi.
Domande frequenti
Che cos’è il 5,4% di cui si parla?
È la variazione dei prezzi al consumo di ottobre 2026 rispetto a ottobre 2025, secondo l’Istat, ed è un dato provvisorio. È l’indice generale: comprende spesa, bollette, benzina, affitti, viaggi e ristoranti, ognuno con il peso che ha nella spesa delle famiglie. L’Istat scrive che è il livello di agosto 2023.
Quanto sono saliti i prezzi nel carrello della spesa?
Il carrello della spesa è salito del 2,5% a ottobre 2026 rispetto a un anno prima (a settembre +1,5%), secondo l’Istat. Comprende cibo, prodotti per la casa e per la persona. È meno della metà dell’indice generale, +5,4%, perché in quest’ultimo pesa l’energia: bollette, carburanti e gasolio da riscaldamento, a +31,4%.
Quali prodotti che si comprano spesso sono saliti di più?
Secondo l’Istat, a ottobre 2026 rispetto a un anno prima: ortaggi a frutto +30,9%, insalata e altri ortaggi a foglia +13,0%, uova +7,3%, carne fresca +4,2%. Scendono il burro (−14,1%) e l’olio (−5,9%). I dati sono provvisori: i definitivi escono il 17 novembre.
Le verdure spiegano l’inflazione?
No. Quattro dei rincari più forti, ortaggi a frutto, frutti di bosco, ortaggi a foglia e uova, danno insieme circa 0,3 punti dei 5,4. L’energia ne dà più di 3. Il conto è il peso di ogni voce nella spesa, secondo l’Istat, moltiplicato per quanto sale.
Quando escono i dati definitivi?
L’Istat pubblica i dati definitivi il 17 novembre 2026. Le cifre di ottobre sono provvisorie e possono cambiare di qualche decimale. Il dettaglio per singolo ortaggio uscirà solo allora.
Nota di metodo (per chi vuole controllare i conti)
L’indice è il NIC, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività, calcolato dall’Istat su base 2025. Le variazioni sono sul mese di ottobre dell’anno prima. Il peso di una voce nel 5,4% si ottiene moltiplicando il suo peso nella spesa per la sua variazione: l’energia pesa il 10,5% della spesa e sale del 31,4%, e 10,5 per 31,4, diviso 100, fa circa 3,3 punti sui 5,4, cioè circa il 60%. Il conto esatto dell’Istat (figura 4 del comunicato) dà circa 2,8 punti per gli energetici non regolamentati e 0,4 per quelli regolamentati, cioè circa 3,2.
Il ritardo di 11 mesi tra l’energia e il cibo viene dalle serie dell’Istat del 2021-2023: un solo episodio, in cui c’erano anche la guerra in Ucraina e i cereali.
Fonti
Consultate il 2 novembre 2026. Segno il grado di ogni fonte: primaria (chi produce il dato), elaborazione (su dati primari), secondaria.
- Istat, comunicato “Prezzi al consumo, dati provvisori ottobre 2026”, 30 ottobre 2026. Primaria. https://www.istat.it/comunicato-stampa/prezzi-al-consumo-dati-provvisori-ottobre-2026/
- Istat, banca dati prezzi al consumo (NIC, base 2025, classificazione Ecoicop 2; pesi 2026), consultata il 2 novembre 2026. Primaria; elaborazione su dati primari. https://esploradati.istat.it/
- ANSA, “Assoutenti, la guerra fa schizzare i prezzi, zucchine +31% a ottobre”, 1° novembre 2026, 11:18. Secondaria; Assoutenti è una parte in causa. https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/11/01/assoutenti-la-guerra-fa-schizzare-i-prezzi-zucchine-31-a-ottobre_7b2133da-31b8-4378-9111-9db270ef23d7.html
- Ismea, indici dei prezzi dei mezzi di produzione, settembre 2026, e prezzi alla produzione, quarta settimana di ottobre 2026. Primaria. https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4286
- ACER, “Key developments in European gas wholesale markets – summer 2026”, 27 ottobre 2026 (Qatar, importazioni di gas degli Stati Uniti e della Russia). Primaria. https://www.acer.europa.eu/monitoring/key-developments-european-gas-wholesale-markets-summer-2026
- EIA, “International LNG prices rise amid Strait of Hormuz closure”, 28 aprile 2026. Primaria. https://www.eia.gov/todayinenergy/detail.php?id=67604
- Il Post, “Perché mancano ortaggi, insalata e pomodori”, 23 settembre 2026; articolo sul mercato di Vittoria, 21 ottobre 2026. Secondaria. https://www.ilpost.it/2026/09/23/mancano-ortaggi-insalata-pomodori-perche/
- Coldiretti, comunicato sui danni del caldo oltre i 3 miliardi (prima stima), 11 agosto 2026, https://www.coldiretti.it/economia/caldo-danni-da-clima-superano-i-3-miliardi-calamita-nei-campi ; Teleborsa, “Caldo: Cia, al settore un conto da oltre 2 miliardi. Rese agricole stimate a -15%”, 3 settembre 2026, https://www.teleborsa.it/News/2026/09/03/caldo-cia-al-settore-un-conto-da-oltre-2-miliardi-rese-agricole-stimate-a-15percent-187.html ; AGI, “Estate 2026 la più calda dal 1950, temperatura media record di 24,3 °C”, 7 settembre 2026, https://www.agi.it/cronaca/news/2026-09-07/clima-cnr-estate-calda-38923549/ . Secondarie; Coldiretti e CIA sono parti in causa.
- L’Espresso, Paolo Tomasi, “Continua la protesta degli autotrasportatori. Nuovi presidi sulle autostrade in tutto il Sud Italia, bloccati i porti in Sicilia”, 19 ottobre 2026, https://lespresso.it/c/attualita/2026/10/19/proteste-autotrasportatori-blocchi-autostradali-sud-italia-campania-calabria-sicilia-basilicata-puglia/65365 . Secondaria.
- Unione nazionale consumatori, comunicato sull’inflazione di ottobre, 30 ottobre 2026. Secondaria; l’associazione è parte in causa. https://www.consumatori.it/comunicati-stampa/inflazione-16/
- Eunews, Emanuele Bonini, “Lagarde: «L’inflazione alimentare si presenterà nel 2027»”, 22 giugno 2026 (audizione della presidente della BCE alla commissione per gli affari economici del Parlamento europeo), https://www.eunews.it/2026/06/22/lagarde-linflazione-alimentare-si-presentera-nel-2027/ . Secondaria. Fonte primaria: BCE, “Monetary Dialogue with Christine Lagarde”, trascrizione dell’audizione, 22 giugno 2026, p. 12, https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2026/html/ecb.sp260622_annex1~7c2171811a.en.pdf . Primaria.
- Euronews, Quirino Mealha, “Two-thirds of Europe’s LNG imports to come from the US amid increased reliance”, 13 maggio 2026, che riporta un rapporto dell’IEEFA. Secondaria. https://www.euronews.com/2026/05/13/two-thirds-of-europes-lng-imports-to-come-from-the-us-amid-increased-reliance
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